domenica 30 settembre 2007
sabato 29 settembre 2007
Harry Potter e la pietra filosofale
Ecco il commento per il secondo libro che rientra nella Sfida dei Libri Non Letti.Harry Potter e la pietra filosofale di JK Rowling.
Dal sito della Salani, una breve trama:
Harry Potter è un predestinato: ha una cicatrice a forma di saetta sulla fronte e provoca strani fenomeni, come quello di farsi ricrescere in una notte i capelli inesorabilmente tagliati dai perfidi zii. Ma solo in occasione del suo undicesimo compleanno gli si rivelano la sua natura e il suo destino, e il mondo misterioso cui di diritto appartiene. Nello scatenato universo fantastico della Rowling, popolato da gufi portalettere, scope volanti, caramelle al gusto di cavolini di Bruxelles, ritratti che scappano, la magia si presenta come la vera vita, e strega anche il lettore allontanandolo dal nostro mondo che gli appare ora monotono e privo di sorprese.
Devo confessare che ho inserito nella lista di questa sfida il primo Harry Potter perchè non ne avevo mai letto uno, in quanto avevo provato un'antipatia * a pelle* per questa serie (è una cosa che mi capita spesso quando c'è una grossa campagnia intorno a un libro o a un film... anche perchè poi, nei casi rari in cui mi convinco e lo leggo/vedo, è alta la delusione). Adesso, avendolo letto e tutto d'un fiato (mano di 12 ore... ok, ero anche a casa senza lavorare e diluviava, il che ha aiutato), posso dire la mia non basandomi sui *pregiudizi*.
Allora, mi è piaciuto ed è innegabile. Harry fa subito simpatia, soprattutto perchè all'inizio è in quella famiglia davvero pesante degli zii Dursley (chi non darebbe volentieri un pugno a quei due?). Ma la parte che mi è piaciuta di più è quando il protagonista arriva alla scuola di Hogwarts: qui si vede la fantasia della Rowling e la sua abilità a inventare un mondo alternativo al nostro. Ho letto molte critiche al fatto che in realtà la scritrice non abbia inventato poi nulla di così originale, ma per me che non amo proprio questo genere, e che quindi leggo pochi libri, dico che mi è piaciuto. Mi è stata cordialmente antipatica,fin quando non si conquista l'amicizia di Harry, Hermione che come secchiona saccente è proprio realistica (mi ricordava una ragazza che conoscevo...). Per quanto riguarda gli altri personaggi, devo aggiungere la critica che non sono molto approfonditi, specialmente i professori. Il linguaggio è scorrevole e non impegnativo, forse perchè pensato per un target giovane. Aggiungo però che la presenza dei disegni mi ha un po' disturbato: forse a causa della mia età anagrafica o forse perchè non mi piacevano così tanto...
L'ultima cosa: sebbene abbia letto il libro in così poco tempo e mia sia piaciuto, non nutro per ora (mai dire mai!!) la voglia di andare a pescare gli altri 6 volumi e vedere cosa accade. Anche perchè, volendo, la storia puà chiudersi qui senza problemi.
venerdì 28 settembre 2007
Campagna Free Burma
Il mio blog ha cambiato colore... ho aderito alla campagna internazionale Free Burma, qui trovate le informazioni più precise. Il rosso è quello dei monaci tibetani che in Myanmar stanno manifestando proprio in questi giorni.
Oggi a Roma e domani a Milano ci saranno due sit-in organizzzati da Amnesty International: diffondiamo la notizia, leggiamo e per una volta cerchiamo di non rimanere ciechi, sordi e ottusi a tutto ciò.
Oggi a Roma e domani a Milano ci saranno due sit-in organizzzati da Amnesty International: diffondiamo la notizia, leggiamo e per una volta cerchiamo di non rimanere ciechi, sordi e ottusi a tutto ciò.
lunedì 24 settembre 2007
La Montagna dell'Anima
Ecco qui il mio commento al primo libro che rientra nella Sfida dei Libri Non Letti.La Montagna dell'Anima è il racconto di un lungo viaggio tra le montagne, le foreste, le riserve naturali, i villaggi della Cina del sud e del sud-oves. La storia è narrata a capitoli alterni: alcuni in prima persona, uno scrittore perseguitato dal regime e che scappa dopo un'errata diagnosi di tumore e gli altri in seconda persona, un tu che cerca la Montagna dell'Anima. Il viaggio è perciò una fonte di nuove esperienze ma anche di un bilancio esistenziale.
E detto così pare tutto bello.... in realtà è un mattone: ci sono pezzi molto belli nelle descrizioni, ma pagine e pagine di descrizione alla fine annoiano (o almeno, a me fa questo effetto... ma so anche che è una *mia caratteristica di lettirce*: non amo le descrizioni infinite, minuzione, specie se il mood sottostante è triste/depressivo). Vero è che risulta ben descritta la Cina, le sue campagne, i paesini tanto da sentirsi immersi in quella zona. Però, una nota a piè di pagina andava pur messa: ci sono tantissimi riferimenti a vari aspetti della tradizione e cultura cinese, per non parlare di nomi storici, senza un riferimento chiarificatore per noi lettori italiani.
Inoltre, sebbene all'inizio sia accattivante la doppia prospettiva con la narrazione secondo due persone, a circa metà del libro si fa davvero ingarbugliata. Tanto che a volte credevo di essermi persa... mmm
Insomma, mi son tolta il libro più pesante della sfida. Almeno credo :P
domenica 16 settembre 2007
Sangria :)
Oggi, posto la ricetta della SANGRIA: adoro questa bevanda, che sa così tanto di sole, mare ma anche di Erasmus (ne preparavamo litri e litri... ma non avanzava mai).Ingredients:
3 liters of red wine ... or substitute the red wine with white wine for sangría blanca (white sangría)
1 liter of lemonade
2 peaches
1 apple
2 oranges
1 lemon
1 chunk of cinnamon
Sugar
Instructions
Wash all of the fruit and cut it into chunks. Now add the wine. After letting it all soak together so that the wine absorbs the fruity flavors, add the lemonade, sugar, and cinnamon (at this point you can also add other liqueors if you so desire). Mix everything together, cool it, and then serve it even colder with ice cubes and fruit chunks.
Ho anche trovato traccia del famoso CALIMOCHO, un'altra bevanda spagnola che mi ha accompagnato durante l'Erasmus (e non solo, anche se qui non trova un pubblico molto favorevole). Ecco la ricetta:
From the Basque word kalimotxo, this third wine-mixed drink originated during the 1970's in the Basque Country and has since spread throughout the rest of the country. A favorite of young Spaniards, it's cheap yet tasty. Much simpler than the sangría recipe, simply combine one part red wine (some swear that the best wine for calimochos is actually the cheap kind from a box!) and one part cola and you'll have yourself a drink.
C'è anche su Wikipedia (in spagnolo): ihihi!
sabato 15 settembre 2007
Unicef: una buona notizia!
E ogni tanto, una buona notizia viene pubblicata sui quotidiani. Ecco qui alcuni stralci della notizia apparsa giovedì su Corriere.it:
WASHINGTON - Cala la mortalità infantile: per la prima volta dal 1990, sono meno di 10 milioni i bambini al di sotto dei 5 anni uccisi da fame, guerre e malattie nel mondo. Diciassette anni fa la cifra era di 13 milioni e oggi tocca invece il picco più basso di sempre. A dare la buona notizia è l'Unicef, che però non canta vittoria. L'agenzia dell'Onu per i bambini sottolinea come "la morte di 9,7 milioni di bimbi nel 2006 rimanga un fatto totalmente e assolutamente inaccettabile". Si tratta, comunque, di un "momento storico" e di un importante passo in avanti verso il raggiungimento di uno degli Obiettivi del Millennio che punta a ridurre la mortalità infantile di due terzi entro il 2015, come ha sottolineato il direttore esecutivo, Ann Veneman, alla presentazione del rapporto.
Si punta a ridurre le morti di due terzi entro il 2015. Nel mondo muoiono meno bambini grazie al successo sanitario, che deve diventare la leva per centrare quegli obiettivi del Millennio ancora lontani. Ridurre, infatti, di due terzi la mortalità infantile in un arco di tempo considerato dal 1990 e il 2015 sarebbe un traguardo che salverebbe la vita di altri 5,4 milioni di bambini, da oggi al 2015.
Molti dei progressi ottenuti nella diminuzione dei decessi sono dovuti ad interventi sanitari di base, adottati su larga scala, come l'allattamento al seno esclusivo e immediato, la vaccinazione contro il morbillo, la somministrazione di vitamina A e l'uso di zanzariere per prevenire la malaria. Rispetto al passato, poi, è aumentato decisamente anche il sostegno alla sanità mondiale.
Una nota di merito va all'America latina e ai Caraibi, vicini al raggiungimento dell'Obiettivo del millennio: il tasso di mortalità in queste aree è di 27 decessi infantili ogni 1.000 nati vivi, contro i 55 del 1990. Ma sono diversi i paesi virtuosi che hanno compiuto progressi, illustra il rapporto: Marocco, Vietnam e Repubblica Dominicana, in particolare, hanno ridotto le morti di bambini al di sotto di 5 anni di oltre un terzo. Madagascar del 41 per cento, Sao Tomè e Principe del 48 per cento.
WASHINGTON - Cala la mortalità infantile: per la prima volta dal 1990, sono meno di 10 milioni i bambini al di sotto dei 5 anni uccisi da fame, guerre e malattie nel mondo. Diciassette anni fa la cifra era di 13 milioni e oggi tocca invece il picco più basso di sempre. A dare la buona notizia è l'Unicef, che però non canta vittoria. L'agenzia dell'Onu per i bambini sottolinea come "la morte di 9,7 milioni di bimbi nel 2006 rimanga un fatto totalmente e assolutamente inaccettabile". Si tratta, comunque, di un "momento storico" e di un importante passo in avanti verso il raggiungimento di uno degli Obiettivi del Millennio che punta a ridurre la mortalità infantile di due terzi entro il 2015, come ha sottolineato il direttore esecutivo, Ann Veneman, alla presentazione del rapporto.
Si punta a ridurre le morti di due terzi entro il 2015. Nel mondo muoiono meno bambini grazie al successo sanitario, che deve diventare la leva per centrare quegli obiettivi del Millennio ancora lontani. Ridurre, infatti, di due terzi la mortalità infantile in un arco di tempo considerato dal 1990 e il 2015 sarebbe un traguardo che salverebbe la vita di altri 5,4 milioni di bambini, da oggi al 2015.
Molti dei progressi ottenuti nella diminuzione dei decessi sono dovuti ad interventi sanitari di base, adottati su larga scala, come l'allattamento al seno esclusivo e immediato, la vaccinazione contro il morbillo, la somministrazione di vitamina A e l'uso di zanzariere per prevenire la malaria. Rispetto al passato, poi, è aumentato decisamente anche il sostegno alla sanità mondiale.
Una nota di merito va all'America latina e ai Caraibi, vicini al raggiungimento dell'Obiettivo del millennio: il tasso di mortalità in queste aree è di 27 decessi infantili ogni 1.000 nati vivi, contro i 55 del 1990. Ma sono diversi i paesi virtuosi che hanno compiuto progressi, illustra il rapporto: Marocco, Vietnam e Repubblica Dominicana, in particolare, hanno ridotto le morti di bambini al di sotto di 5 anni di oltre un terzo. Madagascar del 41 per cento, Sao Tomè e Principe del 48 per cento.
Ogni cosa è illuminata
Ho appena finito di leggere "Ogni cosa è illuminata" di Jonathan Safran Foer.Trama:
Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente di nome Jonathan Safran Foer (come l'autore), visita l'Ucraina per trovare Augustine, la donna che può aver salvato (o non aver salvato) suo nonno dai nazisti. Jonathan è accompagnato nella sua ricerca da un coetaneo ucraino, Alexander Perchov, detto Alex, che così si presenta nel suo personalissimo linguaggio: "Il mio nome per la legge è Alexander Perchov. Ma tutti i miei amici mi chiamano Alex, perché è una versione del nome più flaccida da pronunciare. Mia madre mi chiama Alexi-basta-di-ammorbarmi perché sempre la ammorbo". Alex lavora per 'Viaggi Tradizione', l'agenzia di viaggi di famiglia, insieme al nonno che, a dispetto di una cecità psicosomatica, fa l'autista e a una cagnetta maleodorante, chiamata Sammy Davis Jr Jr in onore del cantante preferito dal nonno. La storia del loro viaggio, raccontata retrospettivamente da Alex, si alterna ai capitoli di una vera e propria saga ebraica, attraverso la quale Jonathan ripercorre, sul filo della memoria famigliare, le vicende di un villaggio dal Settecento fino alla distruzione avvenuta a opera dei nazisti.
Come si può intuire dalla trama, questo è un libro intricato. Non solamente nel racconto, ma anche nel modo in cui sono usate le parole e la lingua. Ci sono due registri linguistici differenti, in corrispondenza delle due narrazioni presenti nel libro e, a volte, è complicato tenere tutto insieme. Comunque, il linguaggio usato da Alex, il ragazzo ucraino, è molto divertente in qunato scrive un inglese appreso, dove si notano gli errori con le parole e i loro significati (e diamo merito anche al traduttore che in italiano ha reso molto bene questo gioco).
Al di là della trama, è arduo dire di cosa parla davvero il libro: della vita, della morte, della responsabilità e del perdono, del passato o del presente, etc forse di tutto questo insieme. Ciò che colpisce alla fine è che, sebbene ogni cosa è illuminata, noi non ne sappiamo realtmente più di prima....
Una scena da ricordare: "La pioggia rinforzò e si bevve ancora - i partecipanti al corteo bevvero fino a diventare ciechi di vodka e birra fatte in casa. Si davano a un amore selvaggio, incontenibile, negli ancoli bui dove le case si toccavano, e sotto le chiome pendule dei salici piangenti. Le coppiette si tagliuzzavano la schiena sulle conchiglie, i ramoscelli e i ciottoli delle secche del Brod. Si cercavano furiosamente nell'ombra:(...) Dallo spazio gli astronauti vedono quelli che fanno l'amore come puntolini di luce. Non proprio luce, ma un luccichio che potrebbe essere confuso con la luce... una radianza coitale che impiega generazioni per rivelarsi come miele nell'oscurità fino agli occhi dell'astronauta. (...) Il luccichio è prodotto dalla somma di migliaia di amori: sposi novelli e adolescenti che brillano come accendini al butano, coppie di uomini che bruciano rapidi e brillanti, coppie di donne che fanno luce per ore con balenii leggeri e molteplici, orge luminose come quegli acciarini giocattolo venduti alle fiere,..." (pag. 174)
Safran Foer dice sulla scrittura: "Uno dei maggiori vantaggi della scrittura è che ti da la possibilità di vedere chi sei. Ho scritto di molte cose in cui non sapevo di essere interessato prima di scrivere il libro, come l'essere ebreo, come la storia di famiglia; quindi vedi l'evidenza ed è come se io non fossi quello che pensavo di essere. Penso che spesso ci sbagliamo circa quel che siamo. Una delle cose belle della scrittura è che sei spinto a dare uno sguardo al tuo io indifeso".
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Aggiornamento: in effetti non si comprende molto da quel che ho scritto se il libro mi sia piaciuto o meno. Devo dire, onestamente, che è difficile mettere la questione in questi termini. In realtà, dato il realismo magico che impregna il libro, a volte è difficile seguire il filo del discorso e quindi godere a pieno della storia. Posso dire che però ho molto apprezzato alcuni aspetti, come il linguaggio usato (un esempio di quanto possa essere profondo e bello lo si può vedere anche ne l brano che ho riportato) e la narrazione con più punti di vista.
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