mercoledì 26 dicembre 2007

La bottega dei giocattoli di A. Carter


Ultimo libro della Creepy Autumns Challenge :) Sono riuscita a finire e così a vincere questa mia prima sfida: yupppii! Ok, sono in ritardo con il post di commento... ma è la settimana di Natale.

Per la trama di La bottega dei giocattoli di Angela Carter, leggete il post di Roberta che ha letto anche lei questo libro per la stessa sfida (dalla sua lista ho preso l'idea per fare la modifica di un titolo alla mia lista originale).

Il mio commento personale: all'inizio pare di essere in una favola (3 bambini, restano improvvisamente orfani e andranno a stare dallo zio sconosciuto con una moglie muta). Ma l'atmosfera cambia immediatamente con l'arrivo nella nuova casa e con l'ottima descrizione che fa Melanie, la protagonista, sul loro cambio di vita. I due fratelli sembrano quasi non esistere per la maggior parte del tempo, mentre lo zio Philip è un ottimo personaggio nel senso che la scrittirce rende al massimo l'idea di un padre/padrone (o maltrattatore di tipo psicologico e non solo) che riesce a far sentire la sua ingombrante presenza anche quando non c'è. Infatti le scene (o pagine) in cui lui è realmente presente sono davvero poche ma si sente in ogni pagina la sua "impronta" negativa.
Per il resto confesso che questo libro non mi ha affatto preso molto, infatti ci ho messo una vita a finirlo (considerando il numero di pagine, per me è davvero strano). Forse avevo un'aspettativa tutta diversa, fatta solo con le mie fantasie sul titolo, è poi sono rimasta un po' delusa. Mi è piaciuta la parte centrale del racconto ma la fine mi ha un po' sorpreso.....

4 commenti:

cris ha detto...

cioa luisa.brava bel blog.ti va di fare uno scambio link.il mio blog è http://wwwblogdicristian.blogspot.com/ ciao.fammi sapere.

Roberta ha detto...

***attenzione spoiler!***
Letto bene la tua recensione, ti commento! :) A me il libro è piaciuto molto, ma ammetto che a fare tutto è stata l'atmosfera. La scena iniziale di Melanie con il vestito della madre non mi è piaciuta, troppo visionaria. Poi il romanzo ha preso una nota più "concreta" avvicinandosi secondo me in piccola parte a Dickens come atmosfere, e anche a tutti i classici sugli "orfani" (ad esempio, forse l'ho già scritto nel mio post, mi ha ricordato molto il film Lemony Snicket tratto dai romanzi che però non ho letto). Per il resto, non so se è questo che intendi, ma la Carter per tutto il romanzo crea una suspence relativamente a ciò che succede nella casa dello zio, e intorno alla figura dello stesso zio, che poi cade nel vuoto. A parte la rivelazione della relazione incestuosa, io pensavo che lo zio si rivelasse essere un sadico, un pazzo, un criminale, qualcosa del genere. C'è tutto un crescendo gotico che porta a questo. E crea delle aspettative che secondo me il finale sgonfia di botto. In effetti la conclusione sembra un po' raffazzonata. Nonostante tutto confermo il mio giudizio: un bel libro che ho letto di gusto. Auguri per le passate festività e buone letture!

LuisaMiao ha detto...

ciao Roberta
grazie per il lungo commento, che ho molto apprezzato!
Vediamo se riesco a spiegarti bene:la Carter riesce a rendere molto bene l'atmosfera in casa, con questo zio padrone. Ma io non mi aspettavo niente di più... forse perchè sono ormai 3 anni che faccio la volontaria seguendo donne maltrattate. E lui è un maltrattatore fatto e finito. Quindi, un po' conoscendo il tipo, non mi ero prefigurata chissà quale atto finale sadico, criminale o altro.
Sono d'accordo con la citazione di Dickens.
Cioa!!

Anonimo ha detto...

Salve Io ha aggiunto questo duro lavoro in questa comunita si sta facendo un bel lavoro anche dare uno sguardo a la mia pagina a http://www.vanessarousso.pokersemdeposito.com/ circa di Bonus senza deposito Poker e lasciare la tua opinione!
scusa mio cattivo italiano
arrive detche