domenica 10 giugno 2007

Broccoli

"I do not like broccoli. And I haven't liked it since I was a little kid and my mother made me eat it. And I'm President of the United States and I'm not going to eat any more broccoli."
Chi sarà stato a pronunciare questa bella frase profonda? Ma sì, lui, il mitico George.... No, non Clooney (ma vi pare che dica cose così sceme?). L'altro, quello che governa su mezzo mondo: George W. Bush. Come si fa a non ridere??

martedì 5 giugno 2007

Le streghe di Dahl

Ecco, un altro libro che ho appena letto. Sì, un libro per ragazzi... anzi, un best-seller e un capolavoro per ragazzi: tutti conoscono Dahl, anche se molti non sanno che è lui che ha scritto "La fabbrica di cioccolato" da cui son stati tratti due grandi film (sorry Johnny Deep, io rimango affezionato al primo, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato del 1971 *_*).
Così mi sono "decisa" e ora l'ho letto, anche se non sono più una bambina da un po' di tempo...
Merita davvero: grande storia, ben raccontata. Dove le parole son usate ad arte, anche grazie all'opera del traduttore italiano che ha saputo rendere bene certi giochi. Ci son pezzi magnifici, come quelli con le allitterazioni, che poi fanno impazzire i più piccoli, come ad ex "Una VERA STREGA odia i bambini di un odio così feroce, furibondo, forsennato e furioso, da non poterselo immaginare" (pag.7).
Il libro è la classica edizione Salani, Collana Gl'Istrici (ottima sulla 4° di copertina la *leggenda* sugli istrici dove gli aculei sono frecce che colpiscono la fantasia e il cuore), con le illustrazioni di Quentin Blake. Disegni in bianco e nero, appena accennati ma che hanno forza e catturano lo sguardo per come rendono il movimento.

Spesso definire un libro *per ragazzi/bambini* è visto come riduttivo-dispregiativo, ma perchè? AI bambini dobbiamo far leggere pagine che non siano *letteratura*? Non sono d'accordo: un libro per bambini deve avere comunque e sempre le doti di un buon libro e, per me, una delle doti più importanti è la capacità di emozionare.
...forse ho aspettato troppo a loeggere questo libro.

lunedì 4 giugno 2007

La scatola nera

La scatola nera
Amos Oz
Universale Economica Feltrinelli

Dalla quarta di copertina:
Alec e Ilana non si parlano da sette anni. Il divorzio è stato brutto, le emozioni in gioco crudeli, lui si è trasferito negli Stati Uniti dove è diventato famoso per i suoi studi sul fanatismo religioso, lei è rimasta in Israele, si è sposata con un ortodosso da cui ha avuto una bimba. Alec e Ilana hanno un figlio, Boaz, disconosciuto dal padre nel corso del divorzio come atto di estrema offesa verso la moglie. Boaz è un adolescente difficile e, dopo svariati scatti di violenza, si fa buttare fuori da scuola. Così, dopo anni, Ilana scrive ad Alec per chiedergli aiuto. Attraverso le lettere emergono i diversi personaggi che si delineano nettammente, mostrando i differenti volti della società israeliana.

Un libro epistolare, molte lettere scritte tra febbraio e ottobre 1976, con vari mittenti e riceventi, che si intrecciano tra di loro in un vortice non facile da seguire, ma che cattura in modo totale e che ci fa vedere uno scorcio della vita di Alec, Boaz, Ilana e Michel. I sentimenti e le emozioni sono intensi, vissuti molto anche sulla carta. Ma l'aspetto che colpisce maggiormente è che non si tratta di sentimenti positivi ma bensì negativi: tutti si scrivono ferendosi, colpendosi nelle parti più intime e perciò dolorose, come solo le persone che hai amato e ti hanno amato sanno fare. Qual è il senso di ciò? Perchè non smettere? Cosa ci porta a farci del male?
Un aspetto importante è la storia di Israele che fa sempre parte dei libri di Oz, storia che anche l'autore in prima persona conosce bene. Sono molto elevate le capacità di analisi della natura umana, secondo il punto di vista dei vari personaggi (madre figlio marito ed ex-marito) e poi vengono narrate con un linguaggio chiaro, ricco di descrizioni ma mai ridondante e scontato. Anche la religione ha una parte in questo suo libro: ogni personaggio vede la religione con una funzione e un ruolo diverso nella propria vita. C'è il fanatico Michel, Boaz che non sa che posto ha la religione ma in fondo vuole che non gli si dica cosa fare, i sensi di colpa di Ilina.
Da Newsweek: "Eloquente, umano, persino religioso, nel senso più profondo, [Oz] è una sorta di Orwell sionista: un uomo complesso, ossessionato dal semplice senso del decoro e determinato soprattutto a dire la verità, anche a costo di ferire qualcuno." Era da un po' di tempo che sentivo parlare di questo autore e dei suoi libri, ero curiosa di leggere qualcosa di suo e questo libro l'ho comprato alla Fiera del Libro di Torino *_*
* Amos ha modificato il suo cognome, prendendo Oz che in ebraico significa Forza... fa pensare.

domenica 3 giugno 2007

Modifiche al blog

Dato che mi sto *impratichendo* con questo strumento che è il blog (ok, già mi immagino mia sorella che se la ride alla grande... ), pian piano cerco di migliorarlo.
Ora ho aggiungo a destra la sezione dei link di alcuni siti che frequento e che mi piaciono. La maggior parte di essi, per ora, è relativa ai libri... forse mi piace leggere?! :P Comunque è una sezione in crescita, può cambiare nel tempo, e chissa cosa posso aggiungere.

Ma le modifiche non sono finite qui: visto che ho una sorella mooolto buona, ma anche moolto brava nella grafica ha fatto (lei, io non credo di essere in grado, né ora né mai, di farli) altri cambiamenti. In primis ha centrato i conenuti nel mezzo della pagina e poi ha aggiunto la meravigliosa immagine delle nuvole nell'intestazione *_* Quindi, GRAZIE CARA!!

sabato 2 giugno 2007

caffè....

Ho trovato questa frase girando in internet... ed è perfetta per me!
There's too much blood in my caffeine system.

Così ho pensato che sul mio blog non poteva macare un post dedicato a questa splendida bevanda :) Chi mi conosce lo sa, adoro il caffè... anche se devo riconoscere che rispetto a qualche anno fa ne bevo davvero meno. Ero arrivata a un numero impressionante di tazzine al giorno, con la *scusa* che era quello della macchinetta distributrice....

Su di me la caffeina non ha nemmeno un minimo effetto eccitante, mi piace proprio il gusto del caffè. Adoro la classica tazzina, ma anche il caffè macchiato, il cappuccino *_* la granita al caffè con la panna, il gelato al caffè... insomma, il caffè in ogni sua deliziosa forma. No, c'è un modo che non lo posso prendere: una roba obriobriosa che ho visto fare dagli spagnoli, caffè freddo fatto con caffè, latte e ghiaccio... una cosa imbevibile appena il ghiaccio comincia a fondersi.
E questo è un link dove trovare un po' di notizie sulla storia del caffè.

Siamo già a Giugno....

Siamo già a Giugno, quasi non mi sono accorta che è arrivato il mese numero 6.... Finora l'anno è stato intenso, lavoro, volontariato con molti impegni e sfide nuove, ora il master. Insomma è un periodo che un po' accuso dell'accumulo di stanchezza.
Ma visto che siamo già a Giugno, nelle scuole è periodo di feste di fine anno scolastico :)
Alla scuola elementare è andata in scena la recita che i bambini, in 4°, hanno preparato praticamente da soli: sono stati bravissimi, erano molto emozionati ma hanno dimostrato quanto valgono e che si sanno impegnare. E poi, che emozione anche per me, salire sul palco chiamata da loro per la foto di gruppo (ora devo recuperare la foto).
Poi il giorno dopo, il pomeriggio di giochi organizzati, con i genitori che son venuti a vederli. E loro che ridono-scherzano-giocano e fanno il tifo per tutti, chiedendo a me e alla maestra di far fare il tifo ai loro genitori (eh sì, sotto gli spalti a fare il coretto e a dare il tempo per fare le coreografie... che roba!!).
Mi sono divertita tanto e mi è venuta voglia di ritornare al Centro Estivo, per organizzare giochi e attività, ma soprattutto per giocare coi bambini e vederli felici!
Sarà ora di crescere? Bè, ma se in fondo lavoro e mi diverto anche (ora è lontano nella memoria, ma c'è anche la stanchezza fisica allucinanate) è molto meglio.

venerdì 1 giugno 2007

Mulheres vìtimas de violencia doméstica

Da Diario das noticias (quotidiano portoghese):
Após 40 anos de maus tratos, Maria Clementina Pires matou o marido com um machado de cozinha. Ontem, a mulher de 63 anos foi absolvida pelo Tribunal de S. João Novo, no Porto, uma decisão aplaudida em plena sessão pela meia centena de pessoas que encheram a sala. O juiz-presidente do Colectivo, João Grilo, considerou que agiu em legítima defesa e evitou tornar-se mais uma vítima de violência doméstica.
O Ministério Público tinha pedido a condenação de Maria Clementina, que vinha acusada de homicídio privilegiado, incorrendo numa pena que poderia ir até aos cinco anos de prisão. Mesmo assim, nas alegações finais admitiu a aplicação de uma pena suspensa. O juiz João Grilo considerou, no entanto, que a arguida agiu em legítima defesa. "A senhora ao longo de 40 anos sofreu com isto tudo e não era nesta altura que ia chamar a polícia. As pessoas estão em casa, vivem com a agressão e após a queixa é que começa o verdadeiro inferno", salientou.
O juiz recordou os números apresentados pelo Amnistia Internacional que referem que em Portugal, no último ano, morreram 39 mulheres vítimas de violência doméstica e aproveitou para criticar o novo enquadramento legal dos crimes que deixaram de ser semipúblicos para serem públicos. "Isso para os tribunais vale zero", acrescentou o magistrado, que defendeu a reavaliação do quadro punitivo deste tipo de crimes.
"A senhora teve sorte", afirmou o juiz, considerando que "não houve excesso" nos actos praticados pela arguida. Maria Clementina estava acusada de ter usado um machado de cozinha de 31 centímetros para matar o marido, Januário Pires, que a ameaçava com uma foice-machado com 85 centímetros. "A senhora tem ainda muitos anos pela frente, tem duas filhas, aproveite a vida", terminou o magistrado.
À saída da sala de audiências, e depois de saudada pelos familiares e amigos, Maria Clementina mostrou satisfação pelo resultado da sentença. "Foram muitos anos de sofrimento e acho que este meu caso pode servir de exemplo a outras mulheres, embora eu considere que o melhor, desde que seja possível, seja a denúncia junto das autoridades", afirmou a idosa.
A história de Maria Clementina é um caso extremo. Ficou provado que vivia enclausurada dentro de casa e proibida de sair pelo marido. Era ele quem fazia a compras e à mulher apenas cabia a tarefa de cozinhar numa cozinha improvisada na cave da casa, na rua de São Roque da Lameira, no Porto. Ali viviam o casal, as duas filhas Cristina e Teresa e duas sobrinhas com problemas psíquicos que Januário trouxe do interior para trabalhar na fabriqueta de sirgaria (utensílios para colocação de cortinas), que mantinha no rés-do-chão da habitação.
A todas eram dados maus tratos. Mesmo às filhas maiores de idade, de 36 e 38 anos, ambas com formação superior mas tolhidas pelo medo que o pai sempre imprimiu ao ambiente familiar. Na sequência de uma das tareias, foi necessário chamar uma ambulância, mas foi Januário quem simulou à porta um mau estar físico para evitar que os médicos denunciassem a situação às autoridades. Na semana seguinte andou a pagar a um enfermeiro que se deslocava lá a casa para cuidar da mulher.
"Era um ambiente de terror. Esta mulher vivia sequestrada dentro da própria casa", disse o seu advogado, Luís Vaz Teixeira. O "episódio tremendamente traumático" nesta família "disfuncional" ocorreu na madrugada de 14 de Setembro de 2004. Com várias pancadas na cabeça do marido com o machado, Maria Clementina "colocou fim a 40 anos de tortura".
Finalmente una mezza buona notizia per le donne maltrattate!
Ci mancava anche che la signora fosse condannata e che il suo gesto non fosse visto come legittima difesa dopo tutto quello che lei e le figlie hanno passato in 40 anni di maltrattamento...
Ma in Italia preferiamo dire che sono raptus: chissa se mai apriremo gli occhi su come stanno le cose davvero nelle case?